MaP : “ Vera, ma tu ci capisci qualcosa?!”
V.B. : “ No! Io un ci hapisco nulla…
…per me questo è … ARABO!!!
L’ arabo è stato da sempre considerato la lingua “difficile” per antonomasia…
in effetti lo è, al punto che pochi tra gli stessi arabofoni sanno parlare l’arabo standard,
cioè quello classico, letterario, quello del Corano, per intenderci.
“…La tradizione araba, per definire la propria lingua usa la formula :
3 2 1
اللغة العربية الفصحة
1 2 3
الفصحة العربية اللغة
al-luga al-‘arabiyya al- fusha
la lingua araba eloquentissima
L’arabo standard è la lingua ufficiale di ogni stato arabo ..[].. e viene adoperato per tutto ciò che è scritto e riveste un minimo di ufficialità: alla televisione o alla radio, a scuola, ecc.
Il dialetto detto darigia دارجة è utilizzato per tutte le altre occasioni non ufficiali
ed è perciò la lingua della comunicazione quotidiana.
Ogni singolo arabofonopertanto potrebbe dirsi in qualche modo “bilingue” o meglio
“diglotta”, in quanto si esprime con due forme di arabo : il classico e il proprio dialetto locale.[1]
Ma quali sono allora le caratteristiche di questa lingua e le difficoltà che essa presenta per gli indoeuropei e in particolare per noi italiani?
Per prima cosa la sua scrittura va da destra verso sinistra;
poi l’arabo ha un alfabeto formato da 28 consonanti più una, scritte in minuscolo corsivo e tutte attaccata l’una all’altra ad eccezione di sei lettere che non si legano alla lettera che le segue, ma solo alla precedente : 
poi le uniche tre vocali (a – i – u) non vengono scritte ma solo indicate con segni diacritici, generando nei non – arabofoni ambiguità ed incertezze. [2]
Molto difficile risulta inoltre la pronuncia di questa lingua, in quanto presenta tutta una serie di gutturali che si producono nelle cavità più profonde della gola, della laringe e della faringe.
Infine in arabo è ancora avvertita la quantità delle vocali, si fa distinzione tra le vocali lunghe e quelle brevi, che, non presente in italiano, era caratteristica della fonetica delle lingue classiche.
Le domande in Arabo
L’ ARABO
appartiene alla famiglia linguistica afroasiatica, detta anche camito-semitica;
questa definizione deriva dalla tradizione dell’ Antico Testamento, secondo cui apparterrebbero a questa famiglia le lingue usate dai discendenti di Sem e Cam, figli di Noè.
L’arabo, al contrario del Cinese, è una lingua flessiva :
vengono infatti espresse flessivamente le categorie di caso, genere, numero e definitezza,
(che viene resa con l’aggiunta dell’articolo definito ال ”al” all’inizio della parola in posizione dunque di prefisso);
il nome kitab [3] كتاب = libro diventa al kitab الكاب = il libro
L’indefinitezza è invece marcata da un elemento nasale suffissale: un / in / an
nominativo : kitābun = ‘un libro’ genitivo/dativo : kitābin . accusativo : kitāban;
ma l’arabo è anche una lingua introflessiva , nel senso che spesso il mutamento, come avviene talvolta anche in inglese, [4] si verifica all’interno della parola :
per esempio la radice la b q
ق ب لا q – b – la
contiene l’idea generale di “accettare” e da essa per introflessione si possono generare:
1. sostantivi e aggettivi come
قبلا qubla = bacio qabila = tribù muqabala = incontro
2. verbi come qabila = accettare qabbala = baciare qabala = incontrare
3. particelle come qabla = prima qubayla = circa
Per quanto riguarda la morfologia l’arabo standard presenta tre numeri: come il greco antico (singolare, plurale e duale [5]), due generi (mas. e fem.)e la marca ة at (“ta marbuta”) serve per formare il femminile e presenta la dentale tipica delle lingue semitiche:
Es.: طبِب tabib = medico طبِبة tabiba = dottoressa
جميل gamil = bello جميلة gamila = bella
inoltre insiste molto sulla distinzione/contrapposizione tra il maschile e il femminile:
ad esempio perfino il pronome personale di II persona che nelle lingue indoeuropee è generalmente invariabile, ( tu, you ecc.), in arabo ha due forme :
anta se ci si rivolge ad un uomo, anti per una donna.
L’aggettivo si accorda con il nome in genere , numero e caso e, a differenza del cinese e dell’inglese, lo segue sempre
5 4 3 2 1 1 2 3 4 5
قريبة مدينة و قريب و بلد madina kariba wa balad qarib
una città vicina e un paese vicino
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[1] Attenzione! La scrittura araba è destrorsa, deve essere cioè letta e scritta da destra verso sinistra e così i libri in arabo vanno letti iniziando dall’ultima pagina, che per loro è la prima, e sfogliati all’incontrario.
[2] Esempio di introflessione in inglese : sing. foot / plur. feet, sing. man / plur. men, sing. goose / plur. geese.
[3] Il duale però non è più usato nei vari dialetti e raramente nella forma parlata.
Essendo l’arabo, lo abbiamo già detto, una lingua semitica, come l’ebraico e il fenicio, ha in comune con queste due lingue il fatto di sottintendere, cioè di non scrivere, le vocali.
Quando infatti i Fenici inventarono l’alfabeto, poi adottato dai Greci che tuttora lo usano, e modificato dagli Etruschi che lo passarono ai Romani, che lo tramandarono a noi, questo nuovo e geniale sistema di scrittura non prevedeva e comprendeva i segni vocalici, che furono aggiunti dai Greci appunto.
L’alfabeto arabo è costituito da 28 consonanti e tre vocali soltanto: a i u che,
se sono brevi vengono sottintese, se sono lunghe,[6] vengono segnate con l’aiuto di tre
consonanti : alif ا (a) ya ي (i) e wau و (u).
Per quanto riguarda le interrogative, anche l’arabo ha
pronomi, aggettivi, avverbi interrogativi come
ماذا؟ من؟ مة ؟ أين؟ لماذا؟
limadha? àyna? ma? màn madha
perché? dove? che? chi? Che cosa?
Quando però l’interrogativa non è introdotta da alcun termine interrogativo viene usata la particella هل؟ = hal?
Scrittura e Arte
Essendo l’Islam, la religione della maggior parte degli arabi, iconoclasta, la scrittura araba è diventata una vera e propria forma d’arte e con versetti del Corano, scritti in modo elegante e decorativo, sono istoriate le moschee e tutti i più importanti edifici connessi con la religione.
Il versetto più famoso è quello del Bismillahi’r -Rahmani’r-Rahim
Bismillahi’r-Rahmani’r-Rahim
“ In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso”
Una favoletta in Arabo
Troisi : – Robbertoo, ma tu ci capisci qualcosa?-
Benigni : – Noo!, un ci hapisco nulla! Per me questo è Arabo!!! – *
* Per capire qualcosa in questa favoletta del lupo e dell’agnello
seguire la numerazione per leggere in arabo,
(lingua che, come già detto, si scrive e si legge da sinistra verso destra),
aiutarsi con i colori per individuare le parole.
NOTE:
[1] Giuliano Mion, La lingua araba. Carocci ed.
[2] Solo il Corano e i libri per i bambini che imparano a leggere alle elementari, presentano
tutte le vocali nel testo, per evitare incertezze e fraintendimenti
[3] Attenzione! La scrittura araba è destrorsa, deve essere cioè letta e scritta da destra verso sinistra e così i libri in arabo vanno letti iniziando dall’ultima pagina, che per loro è la prima, e sfogliati all’incontrario.
[4] Esempio di introflessione in inglese : sing. foot / plur. feet, sing. man / plur. men, sing. goose / plur. geese.
[5] Il duale però non è più usato nei vari dialetti e raramente nella forma parlata.
[6] Ritroviamo dunque nell’arabo il concetto di quantità delle vocali e delle sillabe, che, presente sia nel latino che nel greco antico, è sparita in italiano e in molte lingue moderne.


























